EPIDERMIDE E PROCESSO EVOLUTIVO UMANO

Recenti studi antropologici hanno portato alla luce una correlazione inaspettata:i cheratinociti epidermici avrebbero contribuito in maniera importante al successo evolutivo dell’Homo Sapiens!

che cos’è l’epidermide?

E’ lo strato più esterno dell’organo pelle,quello maggiormente in contatto col mondo esterno.

Esso stesso è costituito da 5 “sotto-strati” le cui cellule si chiamano cheratinociti.

Ogni “sotto-strato” presenta delle caratteristiche particolari e si differenzia dagli altri.

che cosa affermano gli studiosi?

“Tra i mammiferi terrestri, l’ Homo sapiens ha sviluppato una caratteristica anatomica molto specifica – pochissimi peli sul corpo – quindi la superficie della pelle è esposta direttamente all’ambiente. Noi e altri abbiamo dimostrato che le cellule epiteliali della pelle, chiamate cheratinociti, esprimono non solo sistemi sensoriali funzionali per una varietà di risposte ambientali, ma anche una serie di recettori neurotrasmettitori che svolgono un ruolo chiave nell’elaborazione delle informazioni nel cervello. Inoltre, la corteccia cerebrale è particolarmente grande nell’Homo sapiens , che ha un rapporto tra cervello e peso corporeo più elevato rispetto a qualsiasi altra specie di mammiferi. Qui proponiamo il successo evolutivo e la diffusione globale dell’Homo sapiens sono dovuti almeno in parte all’esistenza e all’interazione di questi due sistemi; cioè l’epidermide e la corteccia cerebrale”.

Ancora…

“Recentemente abbiamo ipotizzato una relazione tra la caduta dei peli dalla pelle di H. erectus e l’evoluzione di dimensioni maggiori del cervello. Abbiamo suggerito che la pelle glabra offrisse un vantaggio evolutivo, perché era più efficiente nel rilevare i segnali di pericolo dall’ambiente, perché i suoi sistemi sensoriali sono più accessibili. Quindi, a causa della quantità notevolmente aumentata di informazioni ambientali generate dalla pelle senza peli, la dimensione del cervello degli ominidi doveva espandersi per elaborare in modo efficiente tutto questo input sensoriale”.

cosa centra tutto questo con l’estetista?

Il fascino che un organo come la pelle suscita in chi intraprende un lavoro come il mio non finisce mai…

Quando l’obiettivo primario della propria professione diventa la SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO PELLE ogni nuova scoperta che ne accentua l’importanza non può far altro che essere fonte di gioia ed attenzione.

Con queste recenti puntualizzazioni da parte del mondo scientifico mi rendo sempre più conto di quanto valga la pena dedicarLe attenzioni per mantenerLa in ottimo stato per tutto il corso della vita.

Ecco cosa centra un’estetista con una scoperta antropologica.